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  • Andrea Agostini

    Andrea Agostini nasce ad Ancona nel 1964 e dopo essersi diplomato all’Istituto Statale d’Arte della città, frequenta l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) ottenendo l’attestato di laurea. Nel 1989 insegna Progettazione Grafica all’Istituto Statale d’Arte “Fortunato Depero” di Rovereto (TN) e l’anno seguente inizia a collaborare come grafico interno con una nota ditta d’abbigliamento. Attualmente segue diverse aziende nello styling della comunicazione visiva, occupandosi inoltre dell’ideazione grafica applicata al tessuto. Collateralmente tiene dei seminari presso le scuole d’arte sopraccitate.

  • Angelo Accardi

    Angelo Accardi nasce nel 1964 a Sapri, in provincia di Salerno. Dopo una breve esperienza all’Accademia di Belle Arti di Napoli, agli inizi degli anni Novanta apre uno studio personale a Sapri e inizia una ricerca sulla figurazione a sfondo sociale. Il suo percorso artistico è finalizzato alla perenne ricerca di nascoste sensazioni umane da scoprire. Magiche composizioni urbane e d’interni, elaborazioni di un sistema sofisticato di pittura e visione, che colpiscono e stordiscono lo spettatore. Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e nel mondo. Espone nelle più prestigiose gallerie Italiane ed Europee, e nel 2011 le sue opere della collezione Misplaced vengono esposte al Padiglione Italia della 54° edizione della Biennale di Venezia. Dal 2012 partecipa alle più importanti Fiere d’Arte contemporanea in tutto il mondo e la sua quotazione è considerato dalla stampa specializzata una delle più interessanti in rapporto alla potenzialità nel medio periodo.

  • Antonio Massa

    Antonio Massa è nato a Terni il 25 Agosto 1955. A vent'anni la sua prima mostra a Sorrento, dove riscuote un notevole successo che lo invoglia a continuare. Autodidatta, ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia ed all'estero in Germania ed in Svizzera. Ha lavorato come progettista designer per poi dedicarsi completamente alla pittura. Molte sue opere sono in importanti collezioni pubbliche e private. Attualmente vive e lavora a Sorrento. Nei suoi fiori incantanti,nelle confortanti stesure di dolci rosa e rossi caldi ci troviamo come in un'oasi durante una giornata afosa. Quella di Massa è una pittura a dimensione umana, la sua fantasia ci dona con amore e voluttà il portato della sua arte, con la grazia della semplicità liberata da quel tardo romanticismo che non fa per chi vive nella nostra epoca. Solo l'amore per la pittura e l'entusiasmo nel dipingere possono dare la qualità che è insita nelle opere di questo artista che si è dedicato alla pittura come ideale di vita.

  • Arturo Fiorentini

    Arturo Fiorentini nasce nel Grossetano dove vive e lavora alternando lunghi soggiorni in Andalusia, terra dai paesaggi sinuosi che gli ha dato lo spunto per la realizzazione del lavoro degli ultimi anni. Sviluppa la sua maturazione artistica visitando musei e gallerie in Europa. Le sue ultime esposizioni sono state presentate presso le Gallerie del Gruppo Petit Prince.

  • Beppe Francesconi

    Beppe Francesconi è nato a Marina di Massa il 15 Aprile 1961,dove vive e lavora. L'arte di Beppe Francesconi si caratterizza per una notevole accentuazione dei motivi fantastici, una visione che rispecchia i territori del sogno, con una creatività fuori dagli schemi ordinari. La sua pittura trova nei colori azzurri e rossi, solari, i temi più congeniali, alternati a dei suggestivi notturni, dove un cielo pieno di stelle diventa fondale ideale per magiche apparizioni e misteriose evocazioni. Ha esposto in numerose gallerie su tutto il territorio italiano.

  • Chiara Tronchin

    Architetto e illustratrice, ha frequentato a Sàrmede (TV) diversicorsi della Scuola Internazionale per l'Infanzia "Stepan Zavrel".

  • Danilo Di Nenno

    Nasce a Lanciano, nel 1978, dove vive e lavora. Autodidatta, inizia il suo percorso artistico nel 1999, partecipando a Fiere d'arte contemporanea, Premi, rassegne, collettive e personali, in Italia e all'estero.

  • Dino Sambiasi

    Dino Sambiasi nasce a Brindisi nel 1968 dove vive e lavora. Il suo percorso artistico comincia nei primi anni Novanta. Vincitore di numerosi premi viene subito invitato a partecipare a importati mostre, rassegne e fiere nazionali ed internazionali. Numerose sono le opere che fanno parte di collezione pubbliche e private. La sua particolare tecnica pittorica rientra nella ricerca del materiale di utilizzo quotidiano, quali carta, giornali, sacchetti di juta, etc. riutilizzati e miscelati con sapienza per creare un caleidoscopio di soggetti e contesti urbani, di sagome umane e di paesaggi metropolitani. Una pittura minimale ed estetica, asciutta ed evocativa, un'arte applicata e reinterpretata che richiama la forza del colore.

  • Federica Porro

    Federica Porro è un’artista fresca, gioiosa, che crea opere pervase da magia e mistero con elementi fiabeschi…leggibili da tutto il pubblico, che lasciano spazio all’immaginazione. Nata a Legnano nel 1979,  diplomata nel 2001 all’ Istituto Statale d’Arte di Imperia, Federica Porro è illustratrice, decoratrice e musicista. "Terra e Sogno”, la sua prima personale. Nell’estate 2013 il Comune di Andora le affida il compito di rappresentare allegoricamente la citta’, le sue ricchezze e i suoi borghi in opere uniche con cui omaggiare i componenti dello staff ed i piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori. Nel mese di ottobre, per conto dell’Assessorato alla Cultura di Imperia, Federica Porrorealizza il manifesto per le celebrazioni del 90° anniversario della citta’ ed una tiratura esclusiva per le personalità coinvolte e le cittadinanze onorarie. 

  • Francesco Musante

    Nato a Genova nel 1950, Francesco Musante si diploma prima al Liceo Artistico del capoluogo ligure e poi alla sezione distaccata Albertina di belle arti di Torino. Negli anni Settanta, in piena contestazione studentesca, decide di iscriversi alla Facoltà di filosofia di Genova e frequentare i corsi di pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara.Le sue prime sperimentazioni artistiche risalgono al 1967: si tratta perlopiù di ricerche astratte su grandi campiture di colore.
    L'anno successivo comincia ad esporre le sue opere in mostre collettive, concorsi di pittura e premi. I lavori degli anni 69-70 risentono dell'influenza della Pop Art e dei Combine Paintings di Rauschenberg: chiari i riferimenti all'america attraverso l'uso di scritte e l'inserimento di oggetti e legni. A partire dal 1971 decide di fare l'artista a tempo pieno. Pittore, scultore e ceramista, nel 1973 fa il suo esordio con una collettiva e una personale tenutasi alla Galleria Il Quadrifoglio di La Spezia, città dove si trasferisce dopo il matrimonio con Sandra. Un anno importante che segna l'inizio del suo lungo e fortunato percorso artistico anche come incisore. Dal 1983 comparirà infatti nei cataloghi delle “Incisioni originali italiane e straniere dell'800 e moderne” della Libreria Antiquaria di Dino e Paolo Prandi. Fino alla metà degli anni Settanta, Musante frequenta Torino e in particolare la Galleria Sperone, conosce alcuni artisti dell'Arte Povera, tra cui Penone che all'epoca insegnava al Liceo Artistico di Genova.
    Nel 1975 si assiste ad un cambio di rotta: Musante si dedica alla pittura figurativa, inizialmente creando una serie di figure femminili ispirate a Klimt ed alla Secessione Viennese. Un tema che sviscererà lungo dieci anni utilizzando le più diverse tecniche – dall'acquarello, all'olio, al collage, all'incisione – e svariati supporti – tela, legno, ceramica, lastra, carta. Questi lavori saranno esposti in una serie di mostre a Roma, Genova, La Spezia, Milano e Odessa (Urss). In questo periodo nasce anche il ciclo legato alla lettura dell'”Antologia di Spoon River” e di “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carrol, libro che gli ispirerà un fumetto pubblicato sulla rivista “Imagocritica” nel 1980. A poco a poco comincia anche il lavoro con la grafica e gli acquerelli dove si intravedono i primi spunti narrativi e fantastici che contraddistinguono la sua opera dal 1985 fino ad oggi: compaiono i suoi “omini” che sembrano usciti da un libro di fiabe e inseriti in contesti pieni di oggetti, personaggi e parole. I suoi dipinti escono finalmente dalle atmosfere “drammatiche” e si alleggeriscono, conseguenza forse dall'aver scelto di vivere e lavorare dal 1993, nel Borgo Medioevale di Vezzano Ligure (La Spezia).

  • Francesco Savinelli

    Francesco Savinelli nasce a Roma nel 1952. Fin dall'età giovanile si dedica alla pittura e stringe amicizie con vari artisti romani, in particolare con Tommaso Cascella. La famiglia lo indirizza ad una scuola di tipo tecnico ed egli consegue il diploma di geometra. S'iscrive alla facoltà di Architettura con indirizzo storico artistico dove frequenta le lezioni di Giulio Carlo Argan. Si trasferisce a Bergamo, consegue l'abilitazione all'insegnamento ed intraprende la carriera di docente. Approfondisce la sua preparazione artistica presso il maestro Emilio Tonissi studiando anche la tecnica dell'incisione. Da diversi anni si reca in Germania per tenere corsi d'incisione, sue opere sono presenti presso collezionisti italiani e tedeschi.

  • Francesco Toraldo

    1960 - Francesco Toraldo nasce a Catanzaro il 9 novembre. 1974 - Spesso si reca nello studio del padre Enzo. pittore romantico figurativo. Il genitore lo avvia ai primi rudimenti dell'arte. Si iscrive al Liceo Artistico di Catanzaro, ma frequenta i corsi solo per un anno. 1975 - Dopo aver abbandonato la scuola lavora nello studio del padre e intraprende seriamente a esercitarsi nel disegno e nella pittura. 1975 - 1992 - Continua ad affiancare il padre nel suo mestiere di pittore e in seguito si dedica ad attività differenti, lontane dall'arte. Espone a Genova, Roma e Lecce. Solo quando si trasferisce in Sicilia comincia a maturare il Forte bisogno di dipingere per sé in forma Autonoma. In Sicilia subisce il fascino di Renato Guttuso e Toraldo inizia a muoversi su una tavolozza che lo awicina al grande artista di Palermo. Benché per vivere svolga un altro lavoro, la pittura assorbe quasi tutte le sue energie. 1993 - La sua prima personale a Catania alla Galleria Lemonade ottiene un buon successo di critica e di pubblico. Seguono le mostre a Chianciano Terme (SI) alla Galleria d'arte Chianciano e, sempre a Catania a Palazzo del Toscano. 1995 - 1997 - Si susseguono numerose esposizioni; a Tirrenia (PI) alla Galleria d'arte Continental; a Roma insieme al Gruppo Alternativo Via Margotta e ancora a Catania alla Galleria d'arte II Cortile. Quindi Toraldo è invitato all'Accademia Federiciana. Poi va a Roma presso l'Accademia d'Arte Moderna. Gli viene affidata la realizzazione di un'opera per la chiesa Maria Immacolata di Pedara in provincia di Catania. 1998 - II Museo d'Arte Sacra di Rivisondoli (l'Aquila) lo invita a realizzare un'opera per l'istituenda Pinacoteca nella quale già sono presenti opere di Norberto, Terruso, Faccincani, Alinari. E' a Tokio al Miyako Center. Prosegue l'attività espositiva a Catania alla Galleria d'arte Cefaly. 2000 - Inizia a collaborare con le Gallerie d'arte Calcagno 2001 - 2002 - Espone sempre a Catania alla Galleria d'arte Artesia. E' invitato a Ginevra all'Euro?'Art. Inizia il periodo delle Fiere d'arte. La prima fiera: Arte Contemporanea Forlì Fiera, a Fori). 2003 - Prima esposizione all'estero a Toulouse (Francia) alla Galerie Alain Daudet. Quindi Toraldo è a Catania all'Achab cafè. Conosce il Mercante d'arte Franco Pincelli con il quale inizia un importante rapporto di collaborazione artistica. Segue l'esposizione a Pescocostanzo (AQ) con Mediar! Arte contemporanea. In seguito è presente ad Arte Padova 2003. 2004 - Continuano numerose le mostre e le Fiere in Italia. A Bitonto (BA) alla Galleria d'arte Graziart; alla Fiera di Parma, Arte Parma 2004; quindi a Viterbo a VitArte e di seguito a Lugano al MercArt. Poi è a Perugia, alla Galleria d'arte II Gianicolo e a Pescocostanzo (AQ) al Palazzo Colecchi e a Porto San Giorgio (AP) alla Galleria d'arte Imperatori. Partecipa ad Arte Padova 2004 e a Bari all'Expo Arte 2004. 2005 - Espone a Cosenza alla Galleria d'arte Dora Marano. Poi è a Catanzaro al Centro Culturale "Fontana Vecchia" e a Viterbo a VitArte 2005. Poi va a Catanzaro alla Galleria d'arte Verduci. Viene invitato a Reggio Calabria alla Galleria d'arte Serraino e partecipa a Palermo a MediArte 2005. Su invito del Presidente dell'Ente Manifestazioni Pescaresi, Lucio Fumo, realizza "Rosso Jazz" , una raccolta di 40 opere inedite. La mostra è inserita nel XXXIII Festival Internazionale del Jazz di Pescara 2005.

  • Franco Azzinari

    Franco Azzinari nasce a San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza, il 3 marzo del 1949. Dopo la morte dei genitori, ancora giovanissimo, abbandona la natia Calabria. Inizia, come giramondo, un vero e proprio viaggio culturale. Attraversa in lungo ed in largo l'Europa. Per diversi anni si ferma a Parigi, dove subisce il fascino dei grandi dell'impressionisismo, in particolar modo di Gauguin, Van Gogh e Monet. I tre prestigiosi artisti avranno un ruolo fondamentale nella personalizzazione della sua tavolozza. In Francia, per necessità, si scopre ritrattista: un gioco che gli permette di vivere.
    Nel 1973 si stabilisce a Lerici dove, nel nuovo studio, realizza dieci tavole sulla Liguria. Nel 1974, sempre a Lerici, presso la galleria "la Cattedrale" inaugura la sua prima personale, che darà ufficialmente inizio alla sua tuttora intensa attività artistica.
    Nello stesso anno, stimolato da un crescente impegno espositivo, inaugura a Milano uno "studio-galleria". Nel 1977 intraprende una serie di viaggi in Estremo Oriente sulle tracce di civiltà più antiche. Gli anni seguenti sono costellati da importanti viaggi negli Stati Uniti, alle Seychelles e in Brasile.
    Come pittore ottiene autorevoli e prestigiosi riconoscimenti. Le sue opere fanno ormai parte di importanti collezioni italiane e straniere.
    Nel 1992, durante un viaggio a Cuba ritrova nei personaggi e nelle campagne i colori della sua terra. Se ne innamora. Ritrae Gregorio Fuentas, il marinaio di Hemingway, il presidente Fidel Castro che ha posato per l’artista, vaqueros a cavallo, nature morte e campagne assolate. Nel 2001, le opere realizzate sono pubblicate in un libro edito dalla casa editrice Electa di Milano ed esposte, dapprima al Museo Nazionale dell’Avana e in seguito in diverse città italiane ed europee nei più prestigiosi castelli e musei. 

    Nello stesso anno, affascinato dai luoghi del mito che narrano le storie degli Dei, degli eroi e dei guerrieri, si reca in Grecia dove dipinge diverse opere tra cui: “La culla di Apollo” (isola di Delos), “istmo di Corinto” (Peloponneso), “La baia di Poseidone” (Capo Sounion).
    Nel 2002, l’amministrazione comunale di Altomonte (CS), presieduta dal Dottor Costantino Belluscio, dona all’artista gli spazi della Torre Pallotta di origine normanna la cui costruzione risale al 1052, in questo luogo così prestigioso il 2 giugno dello stesso anno si inaugura ufficialmente il “Museo Franco Azzinari” che raccoglie quaranta opere dell’artista tra le più significative, titolo della raccolta “Ventanni con la natura”.
    Nel 2003, le opere realizzate in Grecia, verranno esposte in diversi spazi pubblici e Musei. La mostra dal titolo “I Luoghi Del Mito” sarà itinerante.
    Attualmente Franco Azzinari si divide tra l' Italia e la Grecia.
    E queste terre sono le sue muse ispiratrici.

  • Franco Bocchi

    Franco Bocchi è una delle personalità più interessanti del paesaggio romantico naturalista moderno, per i soggetti dipinti e per la finezza degli intenti estetici. E’ l’artista moderno più sensibile e penetrante, che riesce a captare la vasta luminosità del cielo e le umide trasparenze delle acque. La sua pittura di paesaggio esprime un ideale romantico che tende a una intimità di atmosfere toccate da un grande sentimento poetico. La scoperta del paesaggio, in tutta la sua bellezza e poesia, lo portarono a viaggiare molto, proprio per carpire tutto quello che la natura gli sapeva offrire. Il fascino della foresta di Fontainebleau, con le sue querce secolari lo incantò e meravigliò a tal punto da far sì che vi ritornasse più volte, per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo. La confidenza con i luoghi gli permise di esprimere con profonda sincerità le sue emozioni; fu così che si spinse, pian piano, alla scoperta di luoghi e Paesi sempre più lontani, inseguendo il suo paesaggio ideale negli angoli più remoti e solitari di tutto il mondo. E’ in questo periodo di lunghi viaggi nel continente europeo, americano, ed africano che allestisce mostre a tema sulle zone, dal punto di vista naturalistico, più interessanti e selvagge. Sono anni di febbrile attività, un lavoro di costante disciplina in cui disegna e dipinge dal vero, non smettendo mai di meravigliarsi e di provare, dinnanzi alla maestosità della natura, quelle intense emozioni che gli hanno permesso di eseguire delle opere così vibranti , delicate e, nello stesso tempo, così vive. Ha colto e filtrato le esperienze della cultura odierna, guardando ai musei, ascoltando, costruendosi giorno dopo giorno uno strumento espressivo di chiara efficacia. Studia le tecniche e la storia dei grandi maestri del passato perché ritiene che un artista, oltre a saper fare il proprio mestiere ad alto livello e con grande caparbietà, deve avere la cultura che gli permette di migliorare sempre più. Dai grandi Pittori del passato Bocchi ha imparato a perfezionare la sua tecnica. Alla fine degli anni ’80, cercando un paesaggio dagli orizzonti più aperti e dalle ricche variazioni coloristiche dei boschi e delle campagne, comincerà a dipingere l’Umbria in maniera sempre più intensa da trascorrervi diversi mesi all’anno. Ecco allora che la sua tavolozza trova finezze di colori e di mezze tinte di estrema delicatezza e, nello stesso tempo, di ariosa e solida tessitura spaziale. Dapprima l’atmosfera dei suoi quadri volge ai preziosi verdi argentati ed alle soffocate trasparenze dorate degli stagni che dominano il quadro; poi questi diventano orizzonti che si contrappongono ad un’esplosione di colore del primo piano dove si materializzano immense e suggestive distese di papaveri, di girasoli oppure di lavanda…. E’ una nuova poesia del paesaggio percorsa da una sinfonia che è un inno alla gioia di vivere.

  • Franco Fortunato

    Nato a Roma nel 1946, Franco Fortunato si forma artisticamente da autodidatta, seguendo fin da giovanissimo il proprio spirito creativo e la propria innata passione per il disegno e per la pittura. Dopo aver compiuto studi scientifici, volge il suo sguardo al mondo della letteratura e della storia da cui trae  gli stimoli e le suggestioni per dare vita al suo originalissimo linguaggio. Sono in particolare i pittori trecenteschi ad affascinarlo e da essi recupera il gusto per la semplicità figurativa, la sintesi ed il rigore geometrico in un contesto di  fantastica surrealtà e di trasfigurazione della realtà.

    Negli anni Settanta inizia ad esporre con il “Gruppo Figurale il  Babuino”, partecipando tra l’altro alla grande mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini nel 1976, gruppo dal quale si è poi distaccato alla ricerca di un proprio linguaggio e di una completa autonomia di azione. È in questo momento che nasce il suo particolare metodo di lavorare per “cicli”: dalle Storie del parco ai Barboni che dipinge tra il 1980 e il 1985, ai  Racconti per l’Europa del 1992, dedicato alla  nascente  Unione Europea e ai dodici Paesi che la fondavano. Nel 1994 affronta il tema di Pinocchio, primo ciclo ispirato ad un romanzo, che riprenderà poi nel 2004. Non è però un caso se scene tratte dal Pinocchio appaiono già nel ciclo dei Racconti per l’Europa dove  viene raffigurata l’Italia. Per l’artista, infatti, il romanzo di Collodi è soprattutto un grande affresco del nostro paese, con la sua povertà, la sua corruzione, le sue malefatte e Pinocchio incarna quindi non solo una favola per bambini, utile tuttavia anche agli adulti, ma soprattutto un preciso spaccato della nostra società.

    Prosegue, sempre negli anni Novanta, con l’Inventario e le Città invisibili, ciclo quest’ultimo chiaramente ispirato a Italo Calvino, e poi con i Ritrova=menti e le Città ritrovate. Sottesa temporalmente e tematicamente rimane sempre la figura del Vagabondo, che rappresenta per Fortunato una dominante di poetica che affiora e riaffiora autonomamente e nelle altre tematiche. Un personaggio che compare già a  partire dagli anni Ottanta e viene  riproposto fino ai giorni nostri, ogni volta con aggiunte e mutamenti che registrano il cambiamento stesso e l’evoluzione di tutto il suo lavoro.

    Nel 2000 torna sui temi letterari affrontando il ciclo dedicato al Piccolo Principe, il capolavoro di Antoine de Saint Exupéry, mentre nel 2003 sono ancora le architetture ad attrarlo con il ciclo Architetture fantastiche. Nel 2005 realizza l’importante  ciclo su Moby Dick presentato nella significativa mostra allestita a Piancastagnaio (Siena) e successivamente realizza le Storie di Mari. Cicli accompagnati da altrettante mostre in Italia ed all’Estero: Svizzera, Francia, Belgio, Spagna, Argentina, Olanda, Stati Uniti, Germania, Canada.

    Ha realizzato varie pitture murali su edifici pubblici e privati. Fra queste va ricordato Via Matris Gloriosae  nella chiesa di Santa Maria Maggiore di  Caramanico Terme.

    Il suo lavoro si sviluppa anche nel campo della grafica, della scultura e della ceramica.

  • Giampaolo Talani

    Giampaolo Talani è nato a San Vincenzo (Livorno) nel 1955.
    Ha maturato una profonda preparazione artistica frequentando prima il Liceo Artistico poi l’Accademia di Belle Arti in Firenze dove è stato tra gli allievi prediletti del Maestro Goffredo Trovarelli. Ancora studente effettua la prima personale nel 1977. Si laurea nel 1979 con una tesi su James Ensor e viene segnalato per la partecipazione al “premio Lubiam” di Mantova dedicato ai giovani artisti .

    Intanto prosegue la ricerca pittorica, sviluppando nel tempo una tecnica ed uno stile assolutamente originali. Se, infatti, la pittura degli anni giovanili appare più dura ed inquietante, quasi pervasa da una specie di “horror vacui”, ispirandosi a illustri modelli tra cui, prediletto sin dai tempi dell’Accademia, il grande maestro belga Ensor, in una fase più matura la sua visione poetica si addolcisce e con questa anche l’espressione pittorica.

    Nel giugno 2009 ha aperto a Berlino, unico artista straniero invitato dal Parlamento cittadino, le celebrazioni europee per il ventennale della caduta del muro con la installazione “BERLINO OLTRE LA DUNA – GLI OMBRELLI DELLA LIBERTA’”.
    Un centinaio di colorati ombrelloni da mare, originati dal busto alto 3 metri di un marinaio fuso in resina, letteralmente volavano oltre quel segmento che resta del muro berlinese (Eastsidegallery) lungo le rive della Sprea.

  • Gianni Testa

    Gianni Testa è nato a Roma il 23 ottobre 1936, città dove tutt'ora vive ed opera, in una casa adiacente alla celebre e celebrata Fontana di Trevi.Conclusi gli studi superiori, egli si iscrive ai corsi di Architettura presso l'Università La Sapienza di Roma che, nonostante superi a pieni voti il primo biennio, decide però di lasciare per dedicarsi completamente alla fiamma passionale della pittura che sempre più forte arde in lui.Frequentati i corsi della scuola di restauro presso la Galleria Borghese, sotto la guida della Prof.ssa Della Pergola, studia ed approfondisce le tecniche usate nelle varie epoche dagli artisti per interpretare attraverso la raffigurazione della realtà, quei sentimenti, ed emozioni, che non poco lo affascinano, tanto che per altri dieci anni egli si dedica quasi completamente al restauro, dal quale vien fuori profondamente motivato per le sue nuove necessità espressive.

    Lascia ormai maturo lo studio di questa tecnica per dedicarsi agli studi di scultura sotto l'egida del Maestro Bartolini. In quel periodo conosce e frequenta gli artisti Quaglia, Mazzacurati, Levi, Guttuso, Calabria e più tardi Pericle Fazzini con i quali diventa amico.E' proprio Levi che vedendo già nelle sue prime opere quell'autentico talento, per il quale si distingue l'artista dal pittore, nel 1962, lo sollecita a partecipare ed esporre in collettiva insieme con Quaglia, Guttuso, Mazzacurati e Domenico Purificato.L'interesse con il quale la critica nazionale accoglie i suoi primi dipinti, oltre che le sue sculture, lo stimola a proseguire con caparbia tenacia la strada intrapresa, che si rivelerà nel corso degli anni, piena di sacrifici e rinunce, ma anche colma di successi all'unisono riconosciutigli e di traguardi brillantemente superati.Molti sono stati infatti i premi fin qui conseguiti, le rassegne collettive d'arte cui ha partecipato, dalla Biennale Romana (sin dal 1968) alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma (sin dal 1975), solo per citarne alcune, e altrettanti i concorsi nazionali vinti, partendo dal 1° Premio al Concorso "Brandy Italiano" del lontano 1970, fino al recente Premio alla Carriera consegnatogli dal critico d'arte Prof. Vittorio Sgarbi.

  • Giulia Di Filippi

    Giulia di Filippi, è nella collana presenze della Giorgio Mondadori Editori con una monografia presentata da Paolo Levi. Collabora con gallerie italiane ed estere. E' presente in alcuni musei, pinacoteche, collezioni private e in numerose fiere d'arte contemporanea. Moltissime le personali tra cui si ricorda" luce e luce"(Castel dell'Ovo, 1991).e luce lontana alla Curzon gallery di Bocaraton (Florida)Nel 2000 firma il manifesto per l'apertura del Museo Ambientale a Pantelleria insieme a Franco Battiato, Colin Smith, fabrizio Ferri. Nel 2001 elabora la serie "Verso 1", che presenta a Cannes al Palais des Festivals mostra che nel luglio 2002 viene ospitata dal Museo Emilio Greco di Sabaudia e dalla galleria Wundekammer di Bergamo. Nel 2005 e immersa nello studio degli archetipi universali e della geometria sacra, divenendo l'ideatrice di un orientamento artistico chiamato "HOLOS", e da cui nasce anche un lavoro multimediale chiamato appunto “Archetipi Universali” e “TRILABIROS” un lavoro di 9 metri per la sala consiliare del comune di Isernia” attualmente la sua ricerca è orientata verso la filosofia dell’eros nasce così la serie Erosophy.

  • Giuseppe Farina

    Giuseppe Farina nasce a Torino nel 1962. Figlio d’Arte, fin da giovanissimo studia musica con Giuseppe Molino e teatro con Enzo Garinei.
    All’età di trent’anni entra a far parte dello staff di suo padre Armando Farina, importante testimonianza della pittura contemporanea italiana, diventando suo curatore e contemporaneamente suo allievo, cosa per altro già sperimentata in passato. Con il passare degli anni affina le sue tecniche pittoriche informali e astratte e inizia la sua avventura artistica intimistica. Dal 1996, trasferitosi a Roma, lavora presso teatri della capitale tra i più importanti sia come attore, sia come regista.

    Nel 1999 apre la sede romana dell’Accademia Santa Rita, associazione culturale torinese, fondata dal gruppo Ars nel 1969. Per un decennio il suo lavoro si divide tra teatro e arte contemporanea, curando alcune esposizioni di Arte Sacra contemporanea presso chiese ed istituti religiosi a Roma, Napoli, Terracina, Perugia, Assisi, Cava dei Tirreni. La sua ricerca è in continuo movimento sempre in contaminazione con gli altri generi artistici che tratta.

    Nel 2003 incontra molti artisti emergenti italiani tra cui Marco Tamburro, con cui espone per tre anni di fila all’Expoarte di Bologna, Bari, Padova e Viterbo e Marinella Senatore con cui realizza il lungometraggio Manuale per viaggiatori. Nello stesso periodo allaccia rapporti professionali con Renata Zamengo e Dacia Maraini per quanto riguarda il teatro. Nel 2005 Espone alcuni suoi lavori in pianta scenografica durante la commedia Galleria diretta dall’attore romano Michele La Ginestra. La commedia farà diverse date in tournèe in Italia.
    Sempre nel 2005 diventa art manager per l’organizzazione dei giochi olimpici invernali di Torino2006.

    Nel 2006 partecipa al Concorso d’Arte città di Fondi e ottiene il quarto premio. In quella occasione fa il suo incontro con Aldo Caner, direttore artistico della Galleria Le Petit Prince di Ravello (Sa) ed entra a far parte del team dei suoi artisti.
    Nello stesso anno espone alcuni lavori alla Galleria Aedes di Terminillo, sotto la direzione artistica di Ezio Farinelli e alla Arte in Europa di Edinburgo dove espone alle fiere di Cambridge e Edinburgo.
    Nel 2007 la Provincia di Roma e la Fondazione Paesaggio Italiano lo incaricano della Direzione Artistica del Parco Letterario Pier Paolo Pasolini, con sede nell’Oasi dove morì il celebre poeta, nel paro della L.I.P.U. di Ostia Lido presso il quale presenterà alcuni lavori di land art performativa con riferimenti alla letteratura Pasoliniana, tra cui l’opera “Storie di ragazzi di vita” che diventa anche una mostra fotografica.

    Nel 2008 presenta una mostra personale nel chiosco del municipio di Montemiletto (Av). Con la Galleria Expertise di Napoli partecipa alle collettive Expo Padova, Arte Genova, Reggio Emilia Expò, Firenze Arte, Nel 2009 ha presentato una performance artistica personale al Lido Di Ostia in occasione della settimana Pasoliniana, con un’opera itinerante spaziata tra la land Art e il teatro viaggiante dal titolo “Storia di un artista, di uccellacci e di un cantastorie”, La performance è stata ripresa su Rai2 in diretta. Negli ultimi lavori, Farina riflette molto l’influenza pasoliniana, specialmente nella performance che accompagna alcuni suoi
    Progetti, in modo particolare quello presentato a Settembre nei saloni di Villa Torlonia in occasione della manifestazione “Musei animati” curata dal comune di Roma e da Zetema Spa, dove propone molti lavori su carta, presentati da se stesso nelle vesti di Toulouse Lautrect.

    Nel 2010 sotto la Cura di Aldo Caner, direttore artistico della galleria Expertise ha esposto a Bergamo alla Wunderkammer, a Ravello alla Galleria Le Petit Prince e alle collettive nazionali di Padova, Genova, Forlì, Bari, Roma, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Firenze. Alcuni suoi lavori vengono esposti permanentemente alla Galleria Glady’s Art di Taormina.
    Sempre nel 2010 a Torino firma un manifesto artistico denominato Sferart e con il gruppo creato espone a Torino, Caselle, Vinovo e Roma.
    A Luglio entra nei 40 Finalisti del concorso della Open Art Gallery di Milano, dove alcune sue opere sono esposte online.
    Da settembre si occupa della conduzione di laboratori sull’arte contemporanea e sul teatro per la scuola primaria e secondaria, con oltre 300 alunni partecipanti.
    A Dicembre espone in una personale a Salerno alla Galleria Alfonso Grassi dal titolo controcorrente, curata da Aldo Caner. Nel 2011 Il 14 luglio inaugurerà una mostra personale al Museo del Presente di Cosenza con curatela di Roberto Sottile

    Beppe Farina è sposato con Dora Senatore, è padre di due bambini di sette e due anni, vive a Roma e si mantiene solo grazie al suo mestiere: l’artista.
    Pubblicazioni:
    Lavori 2007 a cura di Aldo Caner; Arte contemporanea Controcorrente a cura di Raffaella Grasso, I viaggi sentimentali a cura di Aldo Sottile; La Pittura sulla Giostra a cura di Maria Teresa Buccieri

  • Giuseppe Giorgi

    Giuseppe Giorgi nasce a Borbona nel 1950. Si trasferisce piccolissimo a Roma con la sua famiglia, dove frequenta il liceo e l'università alla facoltà di architettura. Qui, insieme ad altri artisti del gruppo "il collettivo", espone in varie gallerie (1969) opere che affrontano la problematica sociale e politica che va sviluppandosi in quegli anni. Sono del 1971 le prime personali al Circolo Giornalisti e allo Studio 45 e del 1973 quella alla Galleria/Libreria Signorelli. Nel 1974, la Galleria la Barcaccia di Roma gli allestisce una mostra personale e pubblica una monografia curata da Franco Miele. Partecipa alla Quadriennale nazionale d'arte del 1975 inserito nella sezione  "Nuova Figurazione" con i dipinti Occupazione e Due Donne. In una recensione della Quadriennale sulla rivista Nuova Antologia, Ugo Moretti lo segnala all'attenzione del pubblico.

    Alla fine degli anni settanta compie numerosi viaggi nell'Europa del nord subendo le influenze artistiche dei grandi impressionisti: nascono Omaggio a Monet,Ninfee e Riflessi sull'acqua. Negli anni ottanta svolge un'intensa attività espositiva: personali in gallerie di Catania, Bolzano, Siena, Merano e Firenze; una mostra che si sposta da Dusseldorf a Basilea; varie edizioni della Expo Arte di Bari, partecipazioni a fiere internazionali come l'Expo di New York. Presentato da Cesare Vivaldi nel 1981, Duccio Trombadori nel 1983, Vito Apuleo nel 1984 ed intervistato da Bruno Mantura per la mostra Dei Giardini, escono le monografie che documentano la sua produzione di quegli anni: serre, edifici classici, ville venete, soggetti sapientemente indagati ed immersi in improbabili atmosfere. La città di Taranto, in occasione dell'avvenuto restauro di una parte del centro storico, lo invita a presentare una sua personale nell'ambito della rassegna Artisti a Via Cava,che offre una panoramica dell'arte italiana contemporanea.

    La monografia Giuseppe Giorgi. Opere 1986-1988, edita dalla Galleria dei Greci (1989), raccoglie il frutto delle rielaborazioni di luoghi conosciuti nel tempo e successivamente rivisitati dalla memoria , come racconta Mariano Apa nel saggio introduttivo. Con la mostra tenutasi da Mitsukoschi a Tokyo (1989), inizia un intenso rapporto con il Giappone attraverso la Galerie Sanbi che presenta alcune mostre personali e lo inserisce in varie collettive. Lo stesso anno ottiene il Premio Fatati della Città di Arrone e nel 1990 la Galleria dei Greci, in collaborazione con il Comune di Ascoli Piceno, gli allestisce una personale nell'antica Sala dei Mercatori del Palazzo Comunale. Nella presentazione al catalogo, Guido Giuffré fa riferimento sempre alla memoria, questa volta unita al sogno. La città di L'Aquila presenta una sua mostra nel 1994 in Palazzo Cipolloni ed edita una monografia dal titolo: L'Aquila immagine e memoria. L'artista affina le sue ricerche nell'individuare ed interpretare luoghi ed atmosfere cittadine suggestive, accentuandone i valori cromatici e le scansioni spaziali, ottenendo un'immagine più pittorica che realistica. Luciano Arcangeli, nella monografia dal titolo Giuseppe Giorgi. Opere 1998-2000, presenta dipinti dalla struttura spesso rigorosamente ortogonale dei fondali architettonici (intelaiature metalliche di una serra, prospetti con porte e finestre, muri o ringhiere), spesso ammorbiditi e talvolta annullati nei valori squisitamente geometrici e immersi in atmosfere in continua vibrazione cromatica. La tecnica usata è di grande levità sia nella tempera che nel pastello, e anche quando adotta un medium diverso da questi ultimi, riesce a mantenere effetti di leggerezza.

  • Giuseppe Tampieri

    Giuseppe Tampieri è nato a Lugo di Ravenna il 9 marzo 1918. Fin dalla prima infanzia a Faenza, rivela spiccate attitudini all'arte e frequenta la scuola di disegno "T.Minardi". Compie gli studi artistici all'Accademia di Belle Arti a Firenze ove, nel 1941, consegue l'abilitazione all'insegnamento. Espone per la prima volta alla Mostra Sindacale di Ravenna nel 1936. Da allora partecipa alle più importanti rassegne artistiche nazionali, comprese la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Tampieri ha illustrato libri e pubblicato suoi scritti sull'arte su quotidiani e riviste. Membro di varie istituzioni artistiche e culturali, è dal 1987 Accademico di Merito dell'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Trasferitosi a Genova nel 1950, vi rimane fino al 1982. Attualmente vive e lavora a Faenza (RA). Sue opere si trovano in numerose raccolte pubbliche e private in Italia e all'estero. Molte sue personali sono state allestite, e più volte ripetute, a Milano, Firenze, Genova, Faenza, Forte dei Marmi, Catania, Nervi, Barcelona, Imola, Repubblica di San Marino, Lugo, Napoli, Milano Marittima, Montecatini Terme, Cervo, Forlì, Assisi, Amburgo, Siena, Bolsena, Messina, Massa, Sorrento, Verona, Roma, Ravenna ecc. Particolarmente significativa e importante per la carriera di Tampieri è stata la mostra antologica di scultura tenutasi a Faenza nell'aprile del 2001, presso l'antica chiesa della Commenda. Clicca sul banner per visitare la sezione speciale dedicata a questa mostra.

  • Leo Nisi

    Nato a Bari nel 1958, Leo Nisi opera da diversi anni partecipando ad importanti rassegne nazionali ed internazionali nonchè a numerose collettive. Ha tenuto, dal 1975, mostre personali a Bari, Modugno, Latina, Sabaudia, Torino, Bologna, Milano, Soverato, Padova, Matera, Vicenza, Roma, Napoli, ecc. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero. Della sua attività si è interessata positivamente la critica militante e la sua voce è inserita in importanti pubblicazioni d'arte e riviste specializzate.

  • Luca Bellandi

    Luca Bellandi nasce a Livorno nel 1962, frequenta l'istituto d'Arte a Pisa e consegue la laurea all'Accademia d'Arte di Firenze nel 1985. La sua attività pittorica si rifà inizialmente ad autori "classici" con interventi su opere famose nell'intento di liberarsi dalla storia; in un secondo momento Bellandi entra in contatto più intimo con l'arte e l'underground americano. Nel 1994 è nominato direttore artistico nel settore Arti Visive dell'associazione culturale "Atelier delle Arti" di Livorno, dove insegna pittura e disegno.

  • Lucio Ranucci

    Lucio Ranucci nasce nel 1925 a Perled0 (Lecco), ma trascorre l'adolescenza tra Roma, Perugia e Milano. La sua crescita culturale avviene in America Centrale, con la conoscenza di grandi muralisti come Siqueiros e Orozco e, soprattutto, Diego Rivera. Alcuni critici lo hanno definito un pittore realista con influenze cubiste ed espressioniste. In oltre mezzo secolo ha esposto le sue opere in ben 13 paesi, per oltre 130 personali. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti da numerosi giornali e critici.

  • Margherita Martinelli

    Sono nata a Crema nel 1981. Dopo la laurea all’ Accademia Belle Arti di Brera a Milano, con la massima onorificenza, continuo la mia formazione artistica a Tokyo, dove apprendo e sperimento le tecniche antiche tradizionali della pittura giapponese. Questa significativa esperienza mi porta alla chiara decisione di voler fare l’artista.  Inizio a collaborare con gallerie d’arte di Milano, Bergamo, Ravello, Genova e Torino che promuovono il mio lavoro con mostre personali e collettive, partecipando alle fiere d’arte in tutta Italia (Miart, Art Verona...). Sono stata Tutor del corso di Plastica Ornamentale e Scultura presso l’Accademia Belle Arti di Brera, tenuto dallo scultore Guido Lodigiani dal 2005 al 2007. Le mie opere sono trattate dalla galleria d’arte Federico Rui (Milano), galleria Ghiggini (Varese), Zaion gallery (Biella). Per l’estero Barsky Gallery di New York e Galerie Kallenbach per la Germania.

  • Mark Kostabi

    Mark Kostabi nasce a Los Angeles nel 1960 da una famiglia di immigrati estoni e studia disegno e pittura alla California State University di Fullerton.
    Nel 1982 si trasferisce a New York dove assume una posizione di rilievo all’interno del movimento artistico dell’East Village. È in questo periodo che emerge il suo temperamento provocatorio nei confronti del consumismo e della mercificazione dell’arte, tematiche che affronta nelle auto-interviste.
    Nel 1988 a New York fonda il Konstabi World: una rievocazione della bottega rinascimentale contaminata dalla modernità della Factory di Warhol. Di fatto è il suo atelier/galleria, dove grazie alla collaborazione di allievi ed assistenti porta a compimento un elevatissimo numero di opere.
    Dal 1996 lavora e vive tra New York e Roma, città che gli permette di esprimere al meglio il suo grande interesse per l’arte dei Grandi Maestri. Egli stesso si considera un artista contemporaneo che rappresenta il presente guardando agli insegnamenti del passato.
    La ricerca artistica di Kostabi si focalizza su tematiche quali l’alienazione umana, la solitudine e l’omologazione, conseguenze inevitabili del consumismo imperante, del materialismo, dell’aggressività dei mass-media e dell’inarrestabile sviluppo tecnologico.
    Con tonalità calde e fredde, bianchi e neri, colori accesi, ben definiti e privi di sfumature, ombre nette e una linea marcata, i suoi uomini senza volto appaiono come manichini privi di identità che vivono un’esistenza sospesa tra atmosfere oniriche e metafisiche.
    Mark Kostabi è noto a livello internazionale e ha esposto le sue opere tra i principali musei e collezioni permanenti mondiali.
    È anche pianista e compositore conosciuto in America, Giappone e Italia.
    Ha pubblicato sette libri ed è produttore televisivo a Manhattan di un programma via cavo dal titolo Inside Kostabi. Tra i musei che ospitano le sue opere: MoMA, The Metropolitan Museum of Art, Solomon R. Guggenheim Museum of Art, Brooklyn Museum di New York
    Memphis Brooks Museum of Art di Memphis
    Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
    Museo di Tirana
    Groninger Museum di Groniga
    Art Museum of Estonia di Tallin

  • Massimo di Febo

    Massimo di Febo è nato a Castilenti (PE) nel 1956. Pittore operante nell'ambito della figurazione con una tematica ricorrente, quella della donna, sintetizza la componente realistica a quella plastica della figura. Ha tenuto numerose personali in città italiane a partire dal 1974, l'ultima delle quali al presigioso Palazzetto di Nobili della città de L'Aquila. Ricorrenti le sue presenze a rassegne internazionali come Expo Arte Bari, l'Arte Fiera di Bologna, Padova Fiere e Ancona Arte. L'artista che è anche un eccellente incisore, ha prodotto dierse lastre all'acquaforte. Nel 1999 ha preso parte alla IV Rassegna Nazionale di Arti Visive "Ricerche Contemporanee" a Pianella (PE) e nel 2002 all'operazione di Mail-Art "Controguerra", tenutasi a L'Aquila, on una sua opera che è entrata a far parte del Civico Museo Internazionale di Mail-Art del capoluogo abruzzese. Nel 2003 viene pubblicata un'ampia monografia della sua opera con saggio critico di Leo Strozzieri che, nel 2002, lo ha anche inserito nel volume "Artisti Italiani del '900" per conto delle Edizioni Artechiara di Pescara.

  • Mauro Capelli

    Mauro Capelli è nato a Ubiale Clanezzo nel 1959 dove attualmente vive e lavora. La sua passione per l'arte è maturata fin da bambino quando amava contemplare le bellezze delle sue Valli Bergamasche e impressionarle con i colori su piccoli fogli di carta. Il 1990 è l'anno in cui in Capelli avviene il grande cambiamento. Frequenta la scuola del poeta-pittore Cesare Benaglia e la pittura prende il sopravvento su ogni sua passione spingendolo a realizzare le sue prime grandi opere che hanno come soggetti i paesaggi e le figure. In breve tempo il giovane artista viene notato in concorsi di pittura e mostre da collezionisti e da critici che gli attribuiscono importanti riconoscimenti. Le sue opere si trovano in gallerie e collezioni italiane e straniere.

  • Meloniski da Villacidro

    Nato a Villacidro (CA, Sardegna) nel 1943.

    Completamente autodidatta nel 1969 si trasferisce a Parigi, poi a Milano.

    Viaggia in tutta Europa e visita i Musei più importanti per studiare i classici del passato e gli avanguardisti contemporanei.

    Nel 1984 viene allestita una Mostra Antologica al castello Sforzesco di Milano.

    Nel 1997 il Museo delle Arti Palazzo Bandiera di Busto Arsizio gli dedica una grande esposizione con la presentazione di oltre ottanta opere inedite, tra dipinti e sculture.

    Attualmente vive e lavora nel Lodigiano. Si dedica prevalentemente alla pittura, alla scultura in marmo, bronzo e legno alla ceramica.

  • Miljenko Bengez

    Miljenko Bengez è nato a Zagabria nel 1954. Negli anni ottanta comincia ad occuparsi di pittura. Negli ultimi vent'anni il pittore ha realizzato un opus vastissimo ed i suoi dipinti, dagli inizi fino ad oggi, riscontravano sempre l'entusiasmo incontestabile sia sul palcoscenico pittorico croato sia su quello, si potrebbe dire, mondiale. Dal giorno in cui ha preso la decisione di iniziare il suo viaggio, la pittura è diventata la sua vita. Bengez era predestinato alla vocazione di pittore fin dalla nascita ed il suo viaggio pittorico fu sempre contraddistinto dalle aspirazioni pittoriche più sincere che irradiano dalle sue opere.

  • Mimmo Sciarrano

    Mimmo Sciarrano è originario di Reggio Calabria. Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti, soggiorna a Londra, Amsterdam, New York, dove lavora con gli artisti dell'East-Village e a Città del Messico, approfondendo la tecnica del murales e dell' affresco. Nel 1983 e' a Parigi e si dedica a un lavoro pittorico di indagine sulla luce e il "colore solare", prendendo come modello i pittori neoimpressionisti e divisionisti, a lungo studiati nei musei europei. Torna in Italia nel 1988, rivisita i luoghi natii e le regioni del sud. Il fascino emanato dal paesaggio mediterraneo si tradurrà in immagini vibranti di colori che gli conferiranno il titolo di "pittore della luce solare". Nel 1992 approda in Provenza, patria di Paul Cezanne, luogo dell'animo innanzitutto, centro di incontro per molti artisti della modernità. Attualmente trascorre lunghi periodi nel sud della Francia, alternandoli a soggiorni in Italia.

  • Muriel Mesini

    Muriel Mesini nasce a Torino il 26 ottobre 1980.
    Vive a Castelnuovo Calcea (Asti), un piccolo Comune del Monferrato.
    Figlia d’arte, con  una forte passione per il disegno in particolare per il ritratto a matita che ha coltivato da autodidatta. Dopo aver conseguito il Diploma Magistrale ha iniziato a svolgere l’attività di Assistente alle Autonomie dei ragazzi diversamente abili all’Istituto d’Arte di Asti, dove lavora tuttora. Nel 2003 partecipa alla seconda edizione del Concorso Internazionale “Il Bosco Stregato”, indetto dal Comune di Bosia (Cuneo) dove ottiene la segnalazione della Giuria. Nel 2007 partecipa al Concorso per il Manifesto Ufficiale 2008 dell’Associazione Nazionale “Città del Vino” classificandosi al secondo posto. Realizza inoltre illustrazioni originali per Natale 2007 e San Valentino 2008, che grazie alla sinergia con il fratello Luca (ex-allievo del Colle don Bosco e abile grafico) diventano preziosi bigliettini rifiniti a stampa.
    Il suo personale percorso di formazione continua con la ricerca di uno stile sempre più personale, la sperimentazione di nuove tecniche e di nuovi supporti su cui lavorare come la tela o il legno dove negli ultimi tempi ha trasportato immagini fino ad ora impresse unicamente sulla carta.

  • Paolo Fresu

    Paolo Fresu frequenta il Liceo Artistico di Torino e l’Accademia Albertina, che interrompe per dedicarsi alla scenografia teatrale, cinematografica e televisiva (“Come e perché crollò il Colosseo” di Luigi De Filippo, Napoli 1981; “Grunt” di Giorgio Faletti e Andy Luotto, Roma 1982; “Fantastico 90”, RAI 1, Roma 1990; “Il malato immaginario”, Teatro Asti). Coltiva dagli anni ’60 un’autonoma concezione espressiva, sensibile alle tendenze espressioniste europee, mediante insolite sperimentazioni materico-cromatiche. Dopo le sequenze a china, a pastello dei decenni ’70-’80, l’Artista persegue esperienze contenutistiche e tecniche più complesse, creando collages ed assemblaggi polimaterici d’intento surreale. L’ironica figurazione dell’immaginaria allegoria umana (re, regine, generali, prelati, arlecchini e popolani) assume nei cicli pittorici recenti una profonda simbologia, esaltata da un serrato contrasto chiaroscurale e timbrico. Nel 1992 realizza il Manifesto e la scultura - premio per “Astiteatro 14”; nel 1997 dipinge i Drappi del Palio di Asti; accanto alle numerose personali, si annoverano recenti allestimenti antologici in Asti: Foyer del Teatro Alfieri (1992), Antico Battistero di San Pietro (1997) ed in Alessandria presso il Complesso Conventuale di San Francesco (2000).

  • Pino Procopio

    Procopio è un pittore spiritoso, allegro, diver-tente. E’ un fine umorista, sia come pittore che come scrittore (forse anche come architetto, essendo egli laureato in architettura). E’ ironico e autocritico.

    Scrive di sé, parlando in terza persona, come Giulio Cesare:“Pino Procopio nasce a Guardavalle (CZ) il 16 Giugno del 1954, lo stesso anno che vede i natali della televisione, ma, a differenza di questa, egli nasce già a colori. Finita la terza elementare, decide di parlare il meno possibile. Alle scuole medie viene punito per aver realizzato una serie di disegni erotici. Durante una giornata di forte vento, mentre attraverso Piazza del Popolo a Roma, un foglio con il suo indirizzo e numero telefonico, carambolando sull’obelisco, va ad appiccicarsi sugli occhi di una gallerista romana. Durante la permanenza nella capitale, frequenta le varie gallerie e fa la conoscenza di molti artisti veri, ma anche finti, questi ultimi riconoscibili dall’abbigliamento

  • Rossana Petrillo

    Rossana Petrillo è un artista Campana nata nel 1957. Nelle sue opere si rifà direttamente alle atmosfere "fin de siècle", che ispirano gli artisti della "rive gauche" della Senna e alla Belle Epoque degli anni folli parigini, animati dalla carica delle "chanteuses" dalle sottane ricche di volants e di pizzi entusiasticamente volteggianti. Per la sua produzione l'artista utilizza una scelta accurata di tessuti in seta e broccato al posto della fredda tela che rendono le sue opere più armoniose e ricche di fascino.

  • Sandro Bracchitta

    Sandro Bracchitta è nato nel 1966 a Ragusa,ma ora vive e lavora tra Ragusa e Catania. Suo primo Maestro lo scultore e scenografo Biagio Miceli,docente di educazione artistica alla Scuola Media;diplomatosi all'ISA di Comiso,frequenta nel 1986 il Corso di pittura all'Accademia BB.AA. di Firenze concludendo gli studi nel 1990 .Sotto la guida del Maestro Gianfranco Notargiacomo,inizia una intensa sperimentazione sul piano tecnico,oltre a un progressivo processo di sintesi ed a una rinuncia graduale al decorativismo. Nel 1992 ottiene una borsa di studio per frequentare la scuola di specializzazione grafica "Il Bisonte" di Firenze e nel 1993 lavora come assistente del Maestro Domenico Viggiano nella stessa scuola . Nel 1994 decide di continuare in Sicilia il percorso di ricerca avviato a Firenze e decide di allestire uno studio di incisione e pittura a Ragusa. Nel 1997 ottiene l'incarico di docente di tecniche d'incisione all'Accademia BB.AA. di Lecce; nel 1998 insegna Disegno presso il Liceo Artistico di Modica. Trascorre l'estate del 1998 in Germania,invitato dal Comune di Wolfsburg a soggiornare nel castello della città,lavorando a una nuova serie di opere nello studio messo a disposizione dalla Stadshe Gallerie del castello. Riceve in Finlandia il Grand Prix per l'incisione alla Triennale Intern.le di grafica di Lathi . Nel 1999 ottiene l'incarico di assistente di Pittura presso l'Accademia BB.AA. di Catanzaro. Attualmente insegna Tecniche dell'incisione all'Accademia BB.AA. di Catania . Sua prima Mostra Collettiva:Galleria Boccaccio (Certaldo-Firenze,1991),mentre la più recente è stata la mostra "Il Gruppo di Scicli" alle Ciminiere (Catania,2004). Sua prima mostra Personale:Palazzo Datini(Firenze,1991).  Ulteriori Personali : Museo Diocesano (RG,'91), Galleria Il Bisonte (Firenze,'94),Circolo Artistico (Bologna,'94), Palazzo Gentile Ottaviano(Ragusa,'94), Taller Gallery Fort(Cadaquès-Spagna,'94), Galleria Dvorni TRG ( Lubiana,'97),Galleria degli Archi (Comiso,'98),Castello di Wolfsburg (Wolfsburg-Germ.,'98), Gall. Covalenco(Geldrop-Olanda,'99), Pyhaniemi art manor (Hollola-Finlandia,'99),Gall. Della Pergola(Pesaro,'99),Galleria Pintura (Helsinki,'99), Galleria Spazio Arte(Napoli,'99), mentre la più recente è stata alla Galleria Lo Magno (Modica,2003) . Dal 2001 fa parte de "Il Gruppo di Scicli"  : inizia la sua amicizia-assonanza artistico-culturale con Piero Guccione e Franco Sarnari . Per Brane Kovic, " le sue <storie> sono composte di linee,intagli,passaggi tonali,di varie profondità ed intensità,di varie gradazioni della superficie..... "  e per Giansiracusa, " della terra ,come spazio vitale caratterizzato dalle impronte delle infinite presenze,racconta con linguaggio astratto S. Bracchitta " . Secondo Nifosì, " si rivela nelle incisioni impeccabili ed immediato nei segni e nei colori per raccontare di semi,di uova,di vulve,di ciotole,in spazi onirici, misteriosi, allusivi, per una narrazione affabulatoria...."   e per G. Zucconi " perfezionando una tecnica gia documentata in passato, il carborundum,sembra creare crateri,coaguli e scabrosità sulla superficie del foglio "

  • Stefano Calisti

    Stefano Calisti nasce a Macerata il 30 Gennaio del 1958. Ha iniziato l'attività artistica da autodidatta dopo essersi interessato, per alcuni anni, di arredamento e design. Folta la sua partecipazione a rassegne artistiche anche di carattere internazionale. Sue opere inaugurano in numerose collezioni in Italia e all'estero. Ha avuto inoltre coinvolgimenti in editoria per illustrazioni e copertine di libri.

  • Ugo Nespolo

    Ugo Nespolo nasce nel 1941 a Mosso (BI), si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino e si laurea in Lettere moderne.
    Negli anni Sessanta si trasferisce a New York, dove si lascia travolgere dalla vita cosmopolita della metropoli e subisce il fascino della nascente Pop Art, mentre negli anni Settanta milita negli ambienti concettuali e poveristi.
    Rilevante è la sua passione per il cinema che darà luogo a importanti retrospettive a lui dedicate in importanti musei stranieri (Philadelphia, New York, Londra, Parigi, Colonia, Pechino, Shanghai). Fonda con Mario Schifano il Cinema degli artisti e tra il 1967 e il 1968 realizza numerosi film che hanno come protagonisti gli amici e colleghi Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto e Lucio Fontana.
    Nonostante le contaminazioni americane, non dimentica gli insegnamenti delle Avanguardie europee; è infatti molto marcata l’influenza di Fortunato Depero, dal quale Nespolo trae il concetto di un’arte ludica che pervade ogni aspetto della vita quotidiana. Il concetto di arte e vita (che è anche il titolo di un libro pubblicato dall’artista nel 1998) sta alla base dell’espressività di Nespolo ed è eredità del movimento Futurista: Manifesto per la ricostruzione futurista dell’universo (1915).
    Di qui anche il suo interesse per il design, l’arte applicata e la sperimentazione creativa in disparati ambiti, quali la grafica pubblicitaria, l’illustrazione, l’abbigliamento, scenografie e costumi di opere liriche. La sua ricerca spazia anche dal punto di vista dei materiali. Lavora con su molteplici supporti e con tecniche differenziate: legno, metallo, vetro, ceramica, stoffa, pietre preziose.
    La sua arte è, quindi, strettamente legata al vivere quotidiano e carica di apporti concettuali: “non si può fare arte senza riflettere sull’arte”. L’oggetto è al centro delle sue ricerche, è mezzo espressivo, linguaggio creativo; viene estrapolato dal suo uso comune e acquista valore di opera d’arte.
    Allo stesso modo, non dimentica il passato, lo rivisita, lo reinterpreta, lo rende attuale attraverso la citazione e la rievocazione, dandogli nuova vita, rendendolo spunto di riflessione.“L’universo di Nespolo è quello della ricostruzione oggettiva. […] La realtà di Nespolo non s’impone come una rivelazione immediata, totale, illuminante: essa appare come una zona intermedia e sottile a mezza strada tra la singolarizzazione dell’oggetto e la sua appropriazione diretta. […] Oggetti e forme di Nespolo vivono al condizionale e non all’indicativo. Essi affermano la loro presenza, non si impongono quanto tali”.

  • Vincent Alran

    Nato nel 1964 ad Avignone, Vincent Alran ha stabilito il suo studio ai piedi della butte Montmartre, lì dove si libra ancora lo spirito bohème di alcuni dei più grandi nomi della pittura. Ma serba per il suo "paese" natio, per i suoi toros bravos, i suoi gitani, i suoi calanchi e il suo "farniente" un amore che trapela da ciascuno dei suoi quadri, e che nutre con delle scappatelle regolari nella sua regione. Vincitore dell'esposizione europea di Nimes nel 1987, una delle sue opere è stata acquistata dal Museo d'arte Contemporanea della città. In seguito ha esposto le sue opere a Parigi (Villa Planeix-Le Corbusier), Bruxelles (Gallerie Molière) e New York (New Musical Seminar). E' inoltre sempre più presente nelle gallerie del sud della Francia (Lourmarin, L'isle-sur-la-Sorgue, Avignone). La musica, la sua seconda passione, l'ha portato anche ad illustrare diversi manifesti di spettacoli (Les Eurientales di Cracovie, Mme Butterfly di Howard Buten...) e anche alcune copertine di dischi per Maxime Le Forestier.

  • Vittorio Maria Di Carlo

    Vittorio Maria Di Carlo è nato a San Marco in Lamis, nel Gargano. Dopo aver frequentato i corsi di Arte, presso l'Istituto Statale di Bari, ha conseguito il diploma in Pittura e Decorazione, avendo come Maestri Spizzico e De robertis. E' stato riconosciuto come giovane artista emergente al tempo della "Nuova Figurazione" ed ha riscosso notevole successo in parecchie mostre collettive e personali. In seguito, si è stabilito a Milano alternando la residenza lombarda con periodi trascorsi a Manila, e viaggiando spesso per conoscere il mondo e per far conoscere la propria arte in esposizioni internazionali, come quella tenuta a Bamberg in occasione della 5a Biennale Europea. La sua attività prosegue tuttora ottenendo consensi in mostre presso Istituzioni Pubbliche e private sia in Italia che all'Estero.

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